lunedì 9 novembre 2009
PILLOLA BIANCA VINCE, PILLOLA ROSA PERDE (ovvero quella volta che andai dal medico per giocare a dama con le pasticchette)
Non ho scritto in questi giorni perché neanche immaginate che disequilibrio emozionale ti passa questa città. La città degli eccessi, dell'eccessivamente povero, dell'eccessivamente ricco, dell'eccessivamente trentacinque gradi novantapercento umido, dell'eccessivamente aria condizionata a quindici di gradi e di metri al secondo la velocità delle pal(l)e che girano, dell'eccessivamente piccante, dell'eccessivamente se non è piccante il pepe al culo te lo fa venire la mano zozza che te lo porge, dell'eccessivamente sete, dell'eccessivamente sporco, dell'eccessivamente clason, dell'eccessivamente everything in everyplace at everytime. Ogni cosa in India fatta bene e fatta male è eccessivamente fatta bene e fatta male. Black or white. Peccato che spesso uno si ritrova a tornare a casa, quando tutto è andato black, e la voglia di scrivere svanisce, perché ti senti addosso quelle contraddizioni eccessive che la città t'ha scaricato, che devi ancora imparare a conviverci, perché credo proprio non l'abbandoneranno mai, non mi abbandoneranno mai. Oggi vi racconto quella volta che sono andato dal medico per curarmi la tosse e giocare a scacchi. Praticamente la tosse non è passata con l'antibiotico. Mi faccio suggest (to suggest mi piace proprio come suono) un family doctor, sperando di ritrovarmi in un doctor Hibert più che in un doctor Riviera. Alla fine ne scoprirò una brutta copia del primo e una bella del secondo. Sorvolando sulla similitudine che pure in India i pensionati non c'hanno di meglio da fare che venire a trovare il dottore così tanto per fare perdere tempo alla gente che vive e lavora, spiego tutta la situazione al simpatico doctor -diciamo con l'aspetto da uno che da noi potrebbe fare il buon fornaio di fiducia- col mio rudimentale inglese arrivando ad usare parole come like a fire inside me (ma più che un english elementary, mi definisco un english poet, cioè sono alla perenne ricerca di esprimermi con retoriche linguistiche del mezzo per il fine, english poet, non per scelta mia, per scelta della lingua mia, ma poet). Dopo una palpatina. Vi giuro, vi giuro, questo manco m'ha detto niente, ha tirato fuori un po' di blister (in India -grosso produttore di farmaci generici di quantità e qualità- le medicine sono quasi tutte sfuse nei blister che noi troviamo solo dentro la scatola in cartoncino) e m'ha detto di andare dalla ragazza. E' dalla ragazza che è partita la sfida a scacchi. Per andare dalla ragazza bisognava uscire dalla stanza, rimettersi le scarpe che uno s'era tolto per entrare, piegarsi di un buon ottanta grandi e cercare di parlare dal buco di venti per trenta centimetri. Io mi son dovuto mettere in ginocchio quando m'ha attaccato la regina. Praticamente la ragazza parte in quarta, spezzettando le pasticche bianche e rosa, dislocando tutto ai lati di un quadrato immaginario, farfugliando parole che finivano con 500 Rupie. -One moment, please, you must teach me how, what and when I must take these pilloles, like I were a child of six years old- Parte quindi la partita a scacchi. Dai due blister, uscirono fuori, sei pezzi di pasticca bianca ovali, sei pasticche rosa tonde, tre pezzi di pasticca quadrata bianca. Lei rifà il quadrato immaginario, solo che m'accorgo che non erano gli scacchi come credevo, ma il gioco delle tre carte, quello dei napoletani da una parte e gli imbecilli -come si fa ancora a tentare a quel gioco- dall'altra. Forte delle molte puntate di Striscia la Notizia, mi fa due tre volte il gioco lei, lo ripeto due tre volte il gioco io, una volta che non c'ho paura a farmi un trattamento del genere, il how-what-when, mi pare d'averlo capito. -White-pink-withe, monday evening; white-pink, tuesday morning; white-pink-white tuesday evening; white-pink, wednesday morning; white-pink, thursday morning.- Hai detto niente. Da gioco delle tre carte s'era trasformato di nuovo, adesso era un po' fare giocare a memory la nonna di Simona. Le prenderò, magari tolgo davvero il fire inside me, e poi c'è da fidarsi, ne sono un miliardo e quattrocentomilioni, o si riproducono più velocemente di quanti ne ammazzano le medicine, o davvero le medicine loro non fanno poi morire. Oggi in compenso la giornata è stata white. E' stasera che diventerà white-pink-white.
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